RICCIONE | Sealine (Isola Artificiale)

Tra gli obiettivi riguardanti l’assetto e l’utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, il Comune di Riccione da tempo sente l’esigenza di una adeguata difesa della propria costa dall’erosione marina nonché la mancanza di uno struttura portuale adeguata alle caratteristiche rivierasche della propria città individuando nelle medesime il volano per crescere e consolidare il ruolo primario dell’economia turistica.

Da qui qualche anno fa nasce il progetto "Sealine" un’isola artificiale a largo della costa Riccionese.

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E’ questa l’idea contenuta nei nove progetti per immaginare senza pregiudizi, presentati in occasione di “Sealine Riccione”, un workshop internazionale promosso dalle facoltà di architettura delle Università di Ferrara, Syracuse (NY, Usa) e Delft (NL) in cui loro studenti hanno svolto un lavoro di ricerca sul tema dello sviluppo sostenibile della città di Riccione lavorando sul rapporto città – mare.

La proposta per rendere il futuro di Riccione sostenibile è, secondo studi recentissimi, un’isola o un gruppo di isole artificiali.
Riccione, meta balneare fra le più richieste dai turisti italiani e stranieri – dati Istat – si confronta ormai da anni simultaneamente con problemi relativi alla pressione turistica ed alla erosione costiera. Attraverso isole pedonali, parcheggi sotterranei, zone residenziali in collina l’amministrazione comunale ha rivalutato razionalmente l’urbanizzazione della città, mentre con importanti ripascimenti costieri con sabbia marina ha cercato di far fronte all’emergenza erosione.

Le Facoltà di Architettura delle Università di Ferrara, Syracuse (NY, Usa) e Delft (NL) hanno invece proposto una soluzione innovativa, partendo dalla considerazione dell’estrema densità della costa e della mancanza di spazio per la crescita qualitativa e diversificata della città e dalla volontà di considerare la città, meta turistica e città residenziale, nella sua globalità. Soluzioni del genere sono state già state progettate per realizzare Surfer Paradise a Norrowneck, La Grande Motte a Monaco, Java ad Amsterdam, Isola del giorno dopo a Tel Aviv, Waterfront a Genova, e testimoniano la volontà e la necessità di molte città costiere di crescere in armonia con il mare.

“Consapevoli di essere di fronte a un paesaggio artificiale, risultato di trasformazioni del territorio che hanno sottratto parti di mare per renderle aree urbanizzate ci si è resi conto che ricercare il naturale, o meglio ritornare al naturale è impossibile” afferma il Prof. Emanueli, responsabile del progetto “è invece plausibile immaginare e progettare ambienti iper-naturali, vale a dire ambienti che pur essendo artificiali si avvicinano al naturale attraverso l’ideazione di nuove porzioni di territorio. Un’isola, quindi, o addirittura un arcipelago di piccole isole realizzate con l’utilizzo di sabbie marine e di altri materiali naturali, oltre la fascia attiva per evitare il velocizzarsi delle correnti tangenziali alla costa”.

L’isola, secondo gli studiosi, può rivestire il duplice ruolo di una protezione contro le mareggiate e di nuovo spazio di sviluppo per la città da destinare a un porto semigalleggiante, un parco ecologico, un’area da dedicare alla moda e all’industria, o addirittura un centro per la pace riservato a studenti di teologia. Le nove proposte avanzate sono da ritenersi l’inizio di un processo per ripensare lo sviluppo armonico delle nostre città costiere verso il mare e non la conclusione di progetto didattico multiculturale. Sono un brainstorming per accumulare idee che certamente necessitano di una elaborazione e di un approfondimento ulteriori attraverso il confronto multidisciplinare.



(Uno dei progetti proposti)

Nel mese di Aprile 2009 il Consiglio Comunale di Riccione ha approvato la creazione di una Società a Capitale misto per la promozione e la realizzazione di una piattaforma destinata al servizio della nautica da diporto e servizi accessori.


(Sealine – Riccione International Design Workshop)